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Sassari sera

Tattari mannu, Casteddu minore (Sassari è grande, Cagliari piccoletta) Questo adagio popolare sassarese sintetizza bene la storica rivalità tra i due maggiori centri della Sardegna. Sassari, meno popolosa del capoluogo, fortemente identitaria, godereccia e salace, vivace culturalmente, è la cornice perfetta per la figura di Pino Careddu, fondatore e direttore dello storico periodico Sassari Sera.

Careddu racconta “l’altra faccia”, “quello che non ci dicono” fa un giornalismo d’inchiesta e di denuncia molto incisivo. Porta alla luce vicende politiche, poi giudiziarie, di corruzione e malaffare, con una ferrea ricerca e valutazione delle fonti. Il suo essere impietoso e scomodo gli costa querele e vicissitudini giudiziarie che affronta a testa alta. Sanità, ambiente, politica, società, cronaca…il periodico è un osservatorio a tutto tondo della vita isolana. La controinformazione è la missione di Careddu (l’informazione è fatta anche dai giornali che non leggete) e gli è caro il tema del rapporto fra la stampa quotidiana e i poteri forti. Segue con attenzione le vicende delle due maggiori testate dell’Isola, La Nuova Sardegna e L’Unione sarda nei cambi di proprietà, al variare degli equilibri politici ed economici. Non lo sorprende l’avvento delle testate elettroniche, di Nicola Grauso prima e di Renato Soru poi.

Sassari sera è impreziosito dal lungo sodalizio con Gavino Sanna, iniziato quando il pubblicitario, che poi avrebbe raggiunto fama mondiale, era appena un adolescente e proseguito fino alla scomparsa del Direttore e con lui del giornale. Sanna realizza per le pagine di Sassari sera caricature godibilissime, di straordinaria efficacia grafica, pienamente in sintonia con lo spirito arguto e irriverente di Careddu. La parabola di Sassari sera, durata 48 anni dal 1960 al 2008, superate le traversie degli inizi vede riconosciuta la sua qualità giornalistica dal consenso dei lettori e delle istituzioni.