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La bellezza della velocità
A cavallo fra Otto e Novecento in una Sardegna dagli spostamenti lenti, spesso a piedi o con mezzi a trazione animale, alle pesanti ruote dei carri si affiancano quelle sottili, pneumatiche di un mezzo rivoluzionario, la bicicletta. È un mezzo individuale e relativamente economico, perciò popolare, permette velocità sbalorditive. La bicicletta è riscatto e autonomia, il mezzo per raggiungere il posto di lavoro in minera, in campagna, nelle bonifiche. Gli spostamenti sono faticosi, ma permettono una cadenza quotidiana senza rinunciare al rientro in famiglia. La bicicletta è un mezzo moderno di affrancamento dalle lunghe camminate a piedi per raggiungere i campi o la miniera: è il progresso. Il ciclista è “su curridori”, l’uomo che corre, resiste eroicamente alla fatica, provocando lo stupore e l’ammirazione per la “bellezza della velocità” tanto cara ai Futuristi. Il ciclismo sportivo si afferma nell’Isola nel secondo dopoguerra, conta atleti generosi e diverse manifestazioni competitive. Il Giro di Sardegna nasce nel 1958 e nel 2026 tiene la sua trentesima edizione, rinnovando l’occasione per riscoprire la bellezza anche meno patinata del nostro territorio. Lo stesso Giro d’Italia supera la difficoltà logistica della traversata marittima per portare alcune tappe in Sardegna.
