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Mandorle e miele
Gli incantevoli dolcetti di mandorle della tradizione sono l’ultimo passo di una sorprendente armonia fra l’uomo e il territorio, la capacità di sfruttarne ogni angolo ricavandone il meglio. Dove non crescono grano, vite e olivo, trovano spazio colture rustiche e meno esigenti, come il mandorlo. Il primo a fiorire, ancora sul finire dell’inverno e a dare nutrimento alle api, il primo a fruttificare e perdere le foglie alla fine dell’estate, lasciando spazio e sole all’uva, quasi giunta a maturazione, e agli olivi. Le mandorle non entrano nella dieta quotidiana, ma come frutta in guscio si conservano facilmente e nell’arco dell’anno sono pronte per la produzione dei dolci in occasione delle ricorrenze familiari o religiose. Il naturale complemento è il miele, ottenuto da alveari allevati in arnie di sughero che mantengono la forma cilindrica del tronco e garantiscono allo sciame un ottimo isolamento dai rigori invernali e dalla calura estiva. Le arnie vengono spostate secondo le stagioni, per offrire condizioni di riparo e permettere alle operaie di raggiungere campi o frutteti in fiore, raccogliendo più nettare con voli più brevi. Una smielatura delicata ottiene un miele limpido e aromatico, delizioso al palato e ricco di proprietà curative.
