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Ma che musica maestro
La Sardegna vanta una grande tradizione musicale e anche una certa originalità per quanto riguarda gli strumenti. Oltre alle celebri Launeddas, ad esempio, ci sono altri strumenti a fiato peculiari e di origine antichissima come su Pipiolu (o Piffaru), un antico zufolo in canna o legno usato dai pastori; Le Benas, grandi canne sonore simili alle launeddas; Su Sonittu, un flauto ricavato da un osso o una canna e usato nel pascolo. Non mancano gli strumenti a corda e a percussione che spesso accompagnavano i racconti orali e i canti. Uno tra i più noti è l’Organittu, una fisarmonica diatonica a bottoni, elemento portante in tutti i balli sardi; sa Trunfa, una versione locale dello scacciapensieri, a forma di ferro di cavallo e suonato con la bocca; il Tamburo, in genere utilizzato per accompagnare il ritmo delle launeddas e di altri strumenti durante le feste; infine il Trimpanu, una particolare percussione a frizione in sughero, nota anche come òrriu. L’Isola, ha visto crescere e affermarsi nomi diventati importanti come Maria Carta, Elena Ledda o Paolo Fresu, che hanno saputo fare tesoro della tradizione sarda e raccontarla al mondo attualizzandola senza snaturarla. Oggi la Sardegna è teatro di grandi festival e terra ospitale per gli amanti della musica in viaggio da tutto il mondo.