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Nel Segno di Tanit. Con Legambiente alla scoperta del colle di Tuvixeddu

Nel Segno di Tanit. Con Legambiente alla scoperta del colle di Tuvixeddu 368
Titolo: Nel Segno di Tanit. Con Legambiente alla scoperta del colle di Tuvixeddu
Autore: Legambiente Circolo "Il Grillo" di Cagliari
A cura di: Frau Cinzia, Manias Molvano, Piras Silvano
Editore: Legambiente Circolo "Il Grillo" di Cagliari
Data di pubblicazione: 1995
Luogo di pubblicazione: Cagliari
Comune: Cagliari
Tipologia: Monografie - saggi
Argomento: Archeologia
Lingua: italiano
Abstract: Sul Colle abitarono gli uomini del Neolitico Recente, (alla fine del IV, inizi del III millennio a. C.), in villaggi di capanne, in cui sono state ritrovate punte di freccia in ossidiana e stoviglie particolari, come le pissidi (decorate con incisioni di triangoli colorati con una sostanza rossa). I fenici, arrivati intorno al X secolo a.C. dalle coste orientali per commerciare gioielli, profumi, manufatti preziosi con le corti etrusche, greche, spagnole e con i principi nuragici, e soprattutto per ricercare e acquistare metalli da rivendere, grezzi o trasformati. Si stabiliscono nelle coste del Mediterraneo, in Africa, Spagna, Sicilia, Sardegna, con accampamenti temporanei; poi via via, occupano definitivamente, quei punti, ne cercano altri, realizzando delle vere e proprie città.

Descrizione: Il volume esplora e spiega con passione l'area archeologica di Tuvixeddu, la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo il cui nome deriva dal sardo "tuvu" (cavità) e designa, infatti, una zona molto ampia, scavata nel terreno e contraddistinta dalla presenza di numerose sepolture. La zona è composta da svariati ettari che inglobano il colle di Tuvixeddu e parte del Tuvumannu. Emerge da questa breve e accurato volume, l'esigenza viva di operare un doveroso recupero della zona, vero e proprio tesoro per l'Isola.
Note: Le foto di pagina 1, 5 e 8 sono dell'archivio fotografico del Circolo di Cagliari di Legambiente, Le foto di pagina 2, 3 e 4 sono state pubblicate su concessione del Ministero per i Beni culturali ed Ambientali (autorizzazione del 12 luglio 1995), Realizzato con il contributo dell'Assessorato della Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna