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Massi granitici lungo il sentiero per il monte Ortobene

Massi granitici lungo il sentiero dell'Ortobene [480x320]
Titolo: Massi granitici lungo il sentiero per il monte Ortobene
Autore: Palmas Gavino
A cura di: Saba Alessio
Comune: Nuoro
Argomento: Ambiente e territorio
Data di realizzazione: 2015
Proprietario della risorsa: Ente Foreste della Sardegna, Regione Sardegna
Condizioni di utilizzo: Alcuni diritti riservati, Alcuni diritti riservati
Licenza: Creative Commons: Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC A-NC-SA 3.0)
Didascalia: "Su Monte", per i Nuoresi, è molto più di una piccola montagna facilmente raggiungibile dalla città: come diceva la stessa Grazia Deledda « ... non è vero che l'Ortobene possa paragonarsi ad altre montagne; l'Ortobene è uno solo in tutto il mondo: è il nostro cuore, è l'anima nostra, il nostro carattere, tutto ciò che vi è di grande e di piccolo, di dolce e duro e aspro e doloroso in noi. »
Descrizione: Con la sistemazione del sentiero “La Solitudine – Il Redentore” che fa seguito a quella del sentiero di “Sa Radichina” realizzata nel 2014 in collaborazione con il F.A.I., l’Ente Foreste prosegue nel percorso di riscoperta e recupero anche dei principali sentieri presenti nell’area del Monte Ortobene e della Foresta Demaniale Jacu Piu in collaborazione con il comune di Nuoro, il Corpo Forestale, il C.A.I. Sardegna ed altre associazioni cittadine. L’intero tracciato - lungo circa 3,7 km - è stato interamente risistemato, ripulito e dotato di nuova segnaletica a cura delle maestranze del cantiere forestale M.Ortobene. Si tratta di un sentiero che, per ampi tratti, segue il cammino della vecchia via crucis, e rappresentava la principale via d’accesso alle parti più alte del Monte prima della realizzazione dell’attuale strada asfaltata. Sono tanti i motivi di interesse che si incontrano lungo il percorso, pressoché interamente ombreggiato, che si svolge per lunghi tratti in salita con un dislivello di circa 400 metri. Si attraversano inizialmente aree rimboschite a conifere alternate a boschi di leccio e macchia mediterranea generatisi dopo il disastroso incendio del 1971. Le porzioni di lecceta più suggestive - tra felci, muschi e licheni, sporadici roverelle, pioppi ed agrifogli - si incontrano invece nel tratto finale del percorso dopo la zona di Solotti. L’intero tracciato è costellato da scenografici rocciai granitici dalle forme inconsuete, cui la fantasia popolare ha dato nomi che richiamano ad aneddoti e leggende (Conca de Sos Prades, Preda Pinta, Conca ‘e S’Orcu). Oltre agli aspetti prettamente naturalistici ci si imbatte spesso nelle tracce delle attività dell’uomo: i grandi massi di granito sommariamente lavorati dagli antichi picaprederis che ci ricordano come dalla montagna venissero ricavate le pietre che sono servite a costruire le prime case della città ed a lastricarne le strade. I solchi sulla roccia lasciati nei tratti più ripidi dai carri a buoi che ne percorrevano con difficoltà le salite. Le croci infisse sulle rocce che segnano le tappe dell’antica via crucis. La fontana‘e Milianu, strategicamente posta poco oltre metà strada, consente una sosta refrigerante prima di intraprendere la parte finale del percorso, ed a chi non riesce a completare l’intero percorso permette un veloce rientro in città per la strada asfaltata, servita anche dagli autobus urbani oppure a ritroso lungo lo stesso sentiero. Il tempo complessivo di percorrenza da La Solitudine al Redentore è di circa 2 ore. È necessario abbigliamento idoneo, in particolare calzature da trekking. Data la lunghezza, il percorso completo si svolge in gran parte in salita su sentiero a fondo naturale, potrebbe non essere adatto per persone anziane o non abituate a lunghe camminate. Vi è comunque la possibilità di percorrerne anche solo una parte (ad es. sino a Fonte Milianu, raggiungibile in circa 1 ora)