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Nuoro, la vecchia chiesa di N.S. delle Grazie

Titolo: Nuoro, la vecchia chiesa di N.S. delle Grazie
Autore: Ballero Antonio
A cura di: Ilisso Edizioni S.r.l.
Editore: Ilisso Edizioni S.r.l.
Agenzia di digitalizzazione: Ilisso Edizioni S.r.l.
Raccolta: Fondo Ballero, Ilisso
Comune: Nuoro
Località: Nostra Signora delle Grazie, Seuna
Argomento: Storia e tradizioni
Data di realizzazione: 1918 post
Proprietario della risorsa: Ilisso Edizioni S.r.l.
Locazione della risorsa: Archivio Ilisso - via Guerrazzi, 6 - 08100 Nuoro
Didascalia: Nuoro, interno di una chiesa, ritratto di Ofelia
Descrizione: La foto ritrae, all'interno della vecchia chiesa di Nostra Signora delle Grazie, Ofelia Verzelloni, la giovane moglie di Ballero.
Nata a Faenza nel 1896, Ofelia, ancora giovanissima, giunse a Nuoro per insegnare materie letterarie alla Scuola Normale: aveva con sé alcune lettere di presentazione una delle quali di Grazia Deledda, destinate allo stesso Ballero. Nel 1921 sposò il pittore ormai cinquantasettenne. Negli anni successivi la coppia si stabilì definitivamente a Sassari, dove Ballero proseguì l’insegnamento presso l’Istituto Artistico Industriale. La donna e l’artista, nonostante la grande differenza di età, vissero un rapporto intenso, alimentato tra l’altro dall’amore per il disegno e la pittura, che anche Ofelia coltivava con passione. Il fatto è documentato da numerosissime fotografie, nelle quali i due si alternano al cavalletto davanti alla medesima opera all’interno dello studio, oppure sono ritratti in aperta campagna alle prese con pennelli e tavolozza. Ofelia fu la modella preferita dell’artista sia in pittura che in fotografia, come testimonia una serie piuttosto consistente di ritratti eseguiti nella casa sassarese e le istantanee realizzate durante le gite nella campagna nuorese o i viaggi nella penisola.
Note: «Nuoro, insomma, sarebbe nata da Seuna: ed io sono disposto a crederci perché a Seuna c’è la più vecchia chiesa di Nuoro, le Grazie, che non è poi che una di quelle stesse casette, sormontata da un frontone, con una campanella nel comignolo. Lo stesso prete che la officia è un contadino, e vive delle quattro rape che coltiva nell’orto, e di qualche elemosina (figuriamoci!), poiché non ha cura d’anime», S. Satta, "Il giorno del giudizio" [1977: pubblicazione postuma], Nuoro, Ilisso, 1999, p. 38.