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Isola di Sardegna

Titolo: Isola di Sardegna
Autore dell'opera: Magini Giovanni Antonio
Luogo di pubblicazione: Bologna
Progetto di digitalizzazione: SICPAC wp3.9 - Digitalizzazione di risorse documentali di pregio
Agenzia di digitalizzazione: Atlantis, Enterprise Digital Architects, Space, Unicity
Argomento: Cartografia
Proprietario della risorsa: Consiglio Regionale della Sardegna
Locazione della risorsa: Cagliari
Descrizione: Est in alto; dimensioni h x b foglio mm 420 x 547, incisione mm 344 x 457, disegno mm 341 x 452; Scala di miglia Venti Italiane. Giovanni Antonio Magini nacque a Padova nel 1555. Chiamato presso l'Università di Bologna alla cattedra di astronomia, nel 1588, mantenne l'incarico per 30 anni, fino alla morte che avvenne nel 1617 quando ancora lavorava alla preparazione della sua opera più importante, l'Italia, pubblicata 3 anni dopo dal figlio Fabio. Essendo ancora in vita l'autore videro la luce, tra le altre opere, anche una edizione in lingua latina della Geografia di Tolomeo edita a Venezia nel 1596, ripubblicata due anni più tardi con testo in italiano, e una grande carta dell'Italia, l'Italia nuova del 1608. Il Magini lavorò ininterrottamente alla preparazione del suo atlante fin dal 1596, preoccupandosi soprattutto di ottenere sempre per ogni regione i migliori materiali cartografici allora in circolazione e per questo non esitò a rivolgersi anche ai governanti. Un'analisi approfondita dell'Italia rivela infatti la conoscenza dettagliata da parte dell'autore di tutto il materiale cartografico esistente al periodo. L'opera si compone di 61 tavole in foglio doppio, nelle quali, procedendo da Nord a Sud, sono delineate tutte le regioni d'Italia, accompagnate da un commento di 24 pagine. Essa conobbe due riedizioni senza modifiche nel 1630 e nel 1642.
Note: Le carte sono state esposte nella mostra organizzata e allestita nel 1994 dal Consiglio Regionale ed edite nel catalogo "Imago Sardiniæ : cartografia storica di un'isola mediterranea", Cagliari, Consiglio regionale della Sardegna, 1999. Le schede sono tratte da: La collezione del Consiglio regionale: catalogo, di Sebastiana Nocco.