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Seulo, grotta Sa Omu ‘e Janas

Titolo: Seulo, grotta Sa Omu ‘e Janas
Autore: Comune di Seulo
Comune: Seulo
Argomento: Ambiente e territorio
Descrizione: Sa Omu ‘e Janas è una grotta carsica situata nella foresta di leccio di Addolì. Per la bellezza delle sue stalattiti e stalagmiti e del suo sviluppo ampio ed orizzontale ha da sempre suscitato grande interesse. Ha uno sviluppo di circa 300 metri ed è caratterizzata da tre rami o livelli. L’ingresso che avvia il visitatore sul ramo principale è costituto da un lungo salone che presenta una larghezza variabile da 7 a 12 metri e un altezza media di 6-7 metri. E’ dotata di apposite strutture per una facile e piacevole visitabilità. I più famosi viaggiatori della Sardegna, dopo averla visitata, né hanno narrato le meraviglie nei loro dizionari o diari di viaggio. Vittorio Angius, Alberto Della Marmora, Pasquale Cugia, il giornalista Lutero Vassanitz, e così via. E’ una grotta vissuta fin dall’antichità quando ancora l’uomo preistorico utilizzava questi spazi sotterranei come rifugio e come luogo di culto. In origine doveva essere di eccezionale bellezza finché non vennero asportate colonne di alabastro per ornare la parrocchia locale e alcune cattedrali di Cagliari. Una di queste colonne ancora presenti nella grotta viene appellata “il bacio della natura” in quanto la stalattite si congiunge con la stalagmite in un abbraccio fedele ed eterno. Da diversi anni sono in gestione all’Ecomuseo dell’alto Flumendosa che cura le visite guidate e ne promuove la tutela e la valorizzazione. La notorietà della grotta resiste nel tempo e, ogni tanto, a sorpresa toglie fuori dai sui sotterranei bui e silenziosi delle novità e dei misteri che riaccendo l’interesse per questa spelonca carsica. Nel 2005 sono state scoperte nella grotta delle incisioni e delle pitture rupestri che confermano la frequentazione dell’uomo preistorico che non escludono datazioni molto antiche. Si è parlato di una testa di bovide o di equino di dimensioni notevoli e di altre pitture ed incisioni che hanno creato grande interesse tra gli studiosi del settore a livello internazionale. Le antiche genie della zona si recavano in questa grotta per praticare i culti dell’acqua e delle divinità ctoniche, testimoniate da ritrovamenti di ossa umane, strumenti e oggetti vari e frammenti di ceramica. Recentemente sono stati rinvenuti reperti fossili appartenenti alle specie Tyrrhenicola henseli e prolagus sardus di estremo interesse dal punto di vista paleontologico che aprono questo ambito sotterraneo a nuove prospettive di studio e di approfondimento.