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Paddori

Editore: Thorn & Sun communication S.r.l.
Produzione: compagnia Figli d'arte Medas
Data di registrazione: 2005/01
Data di pubblicazione: 2005/01
Descrizione: Con questo spettacolo sale sul palco il nuovo Paddori, nato da una rielaborazione di Gianluca Medas tratto dal testo del 1919 Ziu Paddori di E.V. Melis. La commedia si sviluppa a partire da un carretto spinto da una compagnia di filodrammatici, da cui appare un Paddori ripescato dal passato nel quale viveva da almeno mezzo secolo nell’attesa di essere riletto con nuovi occhi, alla luce dello studio di cent’anni di teatro sardo. Con Paddori si intersecano una serie di figure fresche che danno voce a coloro la cui unica colpa è di non conoscere le segrete trame del potere e del suo linguaggio. Paddori non conosce l’italiano esattamente come non conosce il sardo il viaggiatore con il quale si scontra. Vittima in questo rimescolamento, il figlio di Paddori, Fiebeddu, il quale dopo tre anni di leva obbligatoria in Sicilia si accorge di non essere più nulla, di aver dimenticato il sardo e di non conoscere l’italiano. Ma questa volta Paddori reagirà alla sua condizione e troverà il coraggio di mettere tutto in discussione
Note: Tutta la messa in scena della commedia è costruita all’interno di un contesto identitario, pur nella sua reinterpretazione in chiave di attualizzazione contemporanea. Sin dalla scenografia moderna e antica allo stesso tempo: infatti la messa in scena è stata realizzata all’aperto nella piazza della chiesa parrocchiale di Guasila col monumentale tempio in stile neoclassico realizzato da Gaetano Cima a fare da scenografia in una sorta di agorà dove la popolazione del paese partecipa alla messa in scena come a sottolineare la continuità culturale e linguistica di un testo chiave sulla mentalità della Sardegna contadina